lunedì 24 novembre 2008

Scogli all'orizzonte

Diana e Khristian tornarono a casa quando era già sera.
D’impulso Khristian andò a cercare suo padre; quel pomeriggio era stato molto illuminante per quanto riguardava i loro futuri rapporti.
Diana gli aveva fatto capire, con la dolcezza che la contraddistingueva, che non era giusto addossare tutta la colpa di quello che era successo al conte. Forse aveva spinto lui e i suoi fratelli verso la decisione di prendere la via del mare, ma alla fine erano stati loro a mettere il loro destino nellle mani di Drake.
L'aver saputo che aveva tentato di riportarli a casa in un periodo molto pericoloso, lo aveva stupito. Certo, loro non sarebbero tornati. Non erano dei vigliacchi. Non si sarebbero tirati indietro di fronte ad un reale pericolo, come si era poi rivelato la battaglia nella Manica pochi mesi prima, ma si erano imbarcati in quell’avventura, decidendo di fare del loro meglio affinché l’Inghilterra raggiungesse lo scopo di diventare la più forte potenza marittima, sia in campo militare sia in quello commerciale.
C’erano riusciti, pagando però, un prezzo altissimo.

Khristian trovò suo padre nello studio, intento a fissare il ritratto della moglie che era appeso sopra il grande camino spento. Non si accorse di lui fino a quando Khristian non lo salutò.
_ Buona sera padre.
Il conte si stupì di quell’inaspettata visita, intuendo immediatamente il cambiamento che era avvenuto in Khristian.
_Buona sera a te, figliolo. Vieni. Entra. Siediti qui. Mi fai compagnia bevendo con me un whiskey? _Esordì, felice che suo figlio l’avesse cercato per parlargli.
_No padre, non mi tratterrò molto. Desidero solo avvisarvi che domani intendo partire per Londra e vi rimarrò qualche giorno.
Volevo inoltre informarvi che ho chiesto la mano di Mary Bishop che, come voi saprete, è stata l’amante di Josh e da lui ha avuto un figlio. La sposo perché era desiderio di mio fratello e per dovere verso il piccolo Anthony. Può darsi che in questi giorni giunga dalla Scozia una lettera, in cui mi si informa quando intendono raggiungerci. _A quest’uscita, il conte tentò di interrompere Khristian.
_ No padre, non m'interrompete. Per favore, fatemi finire. Non so se accetterà di sposarmi, ma le ho promesso, in ogni caso, che farò di tutto per restituirle una buona reputazione.
Il conte non riusciva a credere alle scempiaggini che Khristian stava pronunciando ma la cosa che più lo sorprendeva era che suo figlio sembrava davvero convinto di ciò che stava dicendo.
_E cosa ne sarà di te e Diana? Cristo santo!!! Khristian te la sei portata a letto. Come puoi sposare un’altra, ora? Non ti credevo tanto scellerato. Che ne sarà di lei?
Khristian era andato a cercare suo padre pieno di buoni propositi. Sentirsi dare dello scellerato, però gli stava facendo saltare i nervi.
_Vi prego padre, non v’intromettete in questa storia. Ho promesso a Josh che avrei preso il suo posto, ed è quello che sto cercando di fare, anche se, devo ammetterlo, lo faccio a malincuore. Probabilmente non sarei dovuto andare in Scozia, ma cosa fatta capo ha, non intendo ritirare la mia offerta. A questo punto è una questione d’onore.
_ E l’onore che hai tolto a Diana? Per quello, che hai intenzione di fare? _ Insistette suo padre.
_Vi avevo pregato di non intromettervi. Non fate altre domande. Quello che c’è tra me e Diana è solo affar nostro.
_Fa come credi. Ma ricorda che mantenere la tua promessa, non ti sarà di compagnia dopo esserti sposato con una donna che non ami. Hai disonorato Diana, di questo dovresti vergognarti. Mi hai deluso. Stai ignobilmente prendendo in giro quella bambina. _Lo accusò, voltandogli le spalle.
_Diana è una donna adulta e sa quello che fa.
_No che non lo sa. _S’infervorò il conte, maledicendo la stupidità del gesto di Khristian. _E’ innamorata di te. E’ disposta a tutto per averti e se tu ne fossi davvero innamorato, non agiresti in questo modo. Ragiona col cervello Khristian, non con quello che hai tra le gambe. Il tuo comportamento è ignobile e spregevole. _Terminò saggiamente, senza troppi giri di parole.
Per Khristian, fu come se gli avesse toccato un nervo scoperto. Per evitare la violenta discussione che ne sarebbe seguita rimanendo nello studio, girò sui tacchi e se n’andò.
Perché, suo padre non capiva che non era riuscito a controllarsi e a fermarsi la notte prima?
Come poteva spiegargli il groviglio d’emozioni che s’intrecciavano nella sua anima?
Come poteva spiegare che, anche se la sua testa gli ricordava che era sbagliato approfittarsi di Diana, il suo cuore e il suo corpo n’erano attratti come da una calamita?
Il suo comportamento era spregevole, forse, ma non voleva che si mettesse in dubbio il suo amore per Diana. Lui non riusciva a concepire la sua vita senza di lei, ma si rendeva conto d’averla impostata in modo che lei non ne facesse parte.
Se quando era tornato dalla battaglia contro gli spagnoli, non fosse stato accecato dal dolore e dalla rabbia, non avrebbe proposto a Mary di sposarlo. Aveva agito d’impulso e adesso non sapeva come uscirne.
Dio santo! Sentiva il cervello andargli a fuoco; non poteva continuare a vivere in quel modo. Adesso più che mai, sentiva il bisogno di stare con Diana. Adesso più che mai, desiderava stringerla a sé e scorgere l’amore nei suoi occhi. Per troppo tempo n’era stato privato e ora non riusciva a farne a meno, come non poteva privarsi dell’aria.
Aveva fame e sete dell’amore che Diana gli offriva.
Aspettò pazientemente che si facesse notte fonda e le restituì la visita.

Diana era profondamente addormentata e non si accorse di nulla.
Khristian entrò dalla porta riservata alla servitù e prestando attenzione a non fare, il benché minimo rumore, raggiunse le camere padronali scivolandovi all’interno come un’ombra.
La stanza era illuminata solo dalla fioca luce lunare. Diana non aveva tirato le tende e la debole luce ne rischiarava la figura addormentata, coperta solo da un candido lenzuolo.
Khristian si tolse la giacca, la camicia e gli stivali e si sdraiò di fianco.
Diana aveva il volto coperto dai capelli che erano sciolti sul cuscino. Con estrema delicatezza Khristian glieli scostò dal viso, accarezzandola.
Il solo guardarla gli riempiva il cuore d’amore. Decise che non l’avrebbe svegliata, gli bastava stare al suo fianco.
Si addormentò per svegliarsi con Diana rannicchiata tra le braccia, completamente nuda, e il suo autocontrollo andò in frantumi.
Diana non capiva se stesse sognando o se veramente Khristian la stesse baciando e accarezzando; l’unica cosa di cui era certa era che, in un caso o nell’altro, non voleva che smettesse. Quando le carezze divennero più audaci, Diana capì che quello che le stava facendo Khristian era reale e non solo un sogno indecente. Aprì gli occhi e lo guardò alla fievole luce lunare.
_Amore, che bel risveglio! _Bisbigliò Diana.
_Non sono riuscito a starti lontano. Ho bisogno di te ogni istante. Non so come riusciremo a vivere se dovrò sposarmi.
_Non pensiamoci adesso Khristian. Viviamo questi momenti meravigliosi senza rovinarli con la paura del futuro. Se non potremo avere altro dalla vita, almeno avremo i nostri ricordi.
_Ti amo, più della mia stessa vita Diana.
Fecero l’amore con disperazione, come se dovesse essere l’ultima volta. Si diedero l’uno all’altra senza riserve con una foga che li lasciò senza fiato e Khristian riversò la sua essenza in lei.
Fu una notte indimenticabile, di cui avrebbero avuto per sempre un ricordo straordinario.
Prima dell’alba, anche se a malincuore Khristian lasciò Diana addormentata, e nonostante fosse felice per la notte passata con lei, sentiva come se un macigno gli stesse schiacciando il cuore.
Le tolse una ciocca di capelli dal viso e la guardò con tenerezza.
_Ti amo Diana._ Le disse in un soffio e come un’ombra, nello stesso modo in cui era arrivato, se n’andò.

*************************************

Poche ore dopo Khristian si ripresentò a casa di Diana. Era ora di partire.
_Buon giorno milord. Prego accomodatevi, avvertirò la signora che siete arrivato. Venite. Vi faccio strada. _La signora Simpson, lo accompagnò nel salottino in cui aveva atteso Diana il giorno precedente e quel giorno, lei non tardò a raggiungerlo.
Era radiosa e a stento si trattenne dal gettarsi tra le sue braccia. Indossava un abito da viaggio di nero, ma ugualmente sembrava una rosa. Era bellissima.
_Buon giorno milord. Come state? _Gli chiese maliziosa facendogli l’occhiolino.
_Bene grazie. Noto con piacere che anche voi state bene, oserei affermare addirittura, che siete raggiante.
_Beh! Diciamo che un’ottima notte di ‘riposo’ è un portento per avere un aspetto magnifico.
Khristian sorrise a quell’uscita di Diana. Era straordinaria.
_Mia signora, credo sia ora di partire. Se siete pronta potremo metterci in viaggio.
_Si milord, i miei bagagli sono già partiti all’alba. Quindi, possiamo avviarci anche subito. Se non vi dispiace preferirei viaggiare a cavallo, è una splendida giornata e vorrei approfittarne prima che arrivi la brutta stagione._Propose Diana, che non aveva voglia di rinchiudersi in una carrozza insieme a Rose. Era impensabile dover passare delle ore insieme senza poter parlare con lui liberamente.
Viaggiarono magnificamente, discorrendo di vari argomenti e facendo spesso commenti maliziosi sul loro rapporto, stando attenti a non farsi udire dal cocchiere che conduceva la carrozza che gli veniva d’appresso con a bordo la cameriera Rose.
Quando si fece sera, alloggiarono presso una locanda e ripresero il viaggio all’alba del giorno seguente. Diana divise la camera con Rose e Khristian non chiuse occhio per tutta la notte, sapendola vicinissima e assolutamente inavvicinabile. Fu così per i successivi due giorni. La tensione e il desiderio fra loro, era palpabile. Era come in mare, quando prima di una tempesta si percepiva una certa elettricità nell’aria.
Giunti a Londra, Khristian accompagnò Diana alla sua abitazione cittadina e si fermò appena il tempo per fare uno spuntino che la cuoca aveva preparato.
Rimasti soli in una piccola sala da pranzo, Khristian e Diana ne approfittarono per decidere liberamente quando vedersi, senza dover parlare dandosi del voi.
_Ci vedremo domani Diana. Passerò a prenderti nel pomeriggio per fare una cavalcata nel parco. Non possiamo farci vedere troppo spesso insieme, altrimenti presto nasceranno pettegolezzi. Non che per me faccia differenza, ma non voglio assolutamente trascinare il tuo nome nel fango.
Si avvicinarono alla porta e Khristian, con un piede la bloccò, per evitare l’invadenza di qualche servo e baciò Diana.
Si guardarono negli occhi e per un attimo sembrò che il tempo si fosse fermato. Con un ultimo, piccolo bacio si salutarono.
Diana non lo accompagnò alla porta, detestava vederlo andar via, ogni volta poteva essere l’ultima. Presto sarebbe arrivato il giorno in cui non sarebbe più tornato.
Si avvicinò alla portafinestra che conduceva nel piccolo giardino della casa. Uscì fra le aiuole perfettamente potate e rimase a passeggiare per alcune ore, riflettendo sugli avvenimenti degli ultimi giorni.
Ripensò al giorno in cui Khristian era tornato dalla Scozia, ripensò alla notti trascorse insieme e si rese conto che la sua vita era legata da un filo sottilissimo ad una sconosciuta.
Nutriva una debole speranza che Mary non accettasse di sposare Khristian, ma alle volte lo sconforto la prendeva alla sprovvista, come in quel momento, e le lasciava un gusto amaro in bocca. Anche sperando in una risposta negativa, era certa che Mary avrebbe detto di sì, non fosse altro che per suo figlio e lei avrebbe perso Khristian per sempre.
Non sarebbe riuscita a diventare la sua amante come aveva pensato, avrebbe sofferto troppo a vederlo con lei. Rose aveva ragione.
Passò una notte insonne piena di dubbi e di pensieri angoscianti, la mattina successiva scelse di non far colazione, preferendo passare la mattinata a fare un bagno rilassante e prepararsi per il pomeriggio.
Nonostante avessero passato la notte e tutta la mattina successiva insieme, aveva notato negli occhi di Khristian, una pena infinita, ma non aveva avuto il coraggio di chiedergli il motivo di tanta tristezza, sicura di conoscere già la risposta. Si sentiva esattamente come lei.
Convinse Rose ad acconciarle i capelli in maniera elaborata e indossò un abito da pomeriggio nero, molto modesto, poiché era ancora in lutto stretto e quindi non si poteva permettere frivolezze.
Intorno alle due del pomeriggio, arrivò un biglietto: era per lei, da parte di Khristian.
Ruppe il sigillo e lesse il contenuto, riconoscendo subito l’elegante grafia:
“Diana carissima,
Non potremo incontrarci questo pomeriggio come d’accordo poiché mi è sopraggiunta pochi istanti fa, una convocazione da parte di sua maestà la regina Elisabetta.
Come puoi capire non posso esimermi dall’andarci, dato che mi è stata fatta espressa richiesta di raggiungere la corte subito.
Ti prego di volermi perdonare.
Con devozione
Khristian L.”
La delusione si dipinse sui tratti di Diana, quando lesse lo striminzito biglietto.
Non c’era nessuna dimostrazione d’affetto, non una parola rassicurante fra quelle righe così raffinatamente scritte. Era così impersonale, come se a scrivergli fosse stato un estraneo e non il focoso amante delle notti passate insieme.
Con la pena nel cuore, sciolse l’elaborata acconciatura e si cambiò d’abito sotto lo sguardo preoccupato di Rose.
Si chiuse in biblioteca e vi rimase fino a sera.
Tentò di leggere un libro ma, dopo poche righe, il suo pensiero si disperse come finissima rena soffiata via dal vento.
Khristian la ossessionava e il pensiero di perderlo la stava divorando. Si sentiva tranquilla soltanto, quando si trovava tra le sue braccia e il non poterlo vedere quando desiderava, la faceva star male.
S’impose di non piangere, ma le lacrime vennero giù da sole e con un gesto stizzito le asciugò alzandosi per uscire da quella stanza che, da rifugio, si era trasformata in una prigione di tristezza.
Spense le candele e al buio, tastoni trovò la porta.
L’aprì e andò a sbattere contro un solido torace maschile......


Continua.......

3 commenti:

Spirit ha detto...

letto tutto di un fiato ieri sera.
p.s. ma che ci fa a casa di diana quel "solido torace maschile ..."?
non farmi attendere troppo (intrigante!!!)

Luna70 ha detto...

Io la penso come il padre di Khristian. E' un personaggio che a me piace molto.
Ora però sono incuriosita dal finale. Chi è la persona contro cui è andata a sbattere Diana?
Non farci aspettare troppo!!!
Ciao Katja.

Dolcelei ha detto...

Bellissima puntata..questo è un amore veramente grande..spero che Diana non soffra. ^_^

proprietà privata

Le opere contenute in questo blog sono di proprietà dell'autrice ai sensi della legge n.633 del 22/04/1941. La medesima legge, dell'articolo 171, sanziona penalmente la condotta di chi, senza il consenso dell'autore, riproduce, trascrive, diffonde o pone in commercio l'opera altrui. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001
Inoltre Le immagini inserite in codesto weblog sono tratte in massima parte dalla rete di Internet. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, comunicatelo e saranno prontamente rimosse
k.fire@live.it